Redaz. Nov. 09 - Intervista a Fausto Cacciatori - Presidente CNA Lombardia
Costruire in modo più "sostenibile", usare più razionalmente l'energia
| Sottoscritto un Protocollo d'intesa tra Regione Lombardia, Associazioni di categoria, mondo accademico, enti e strutture formative in tema di edilizia sostenibile e certificazione energetico-ambientale degli edifici. |
D. Presidente Cacciatori, cos'è esattamente il Protocollo che avete sottoscritto il 3 aprile scorso presso la Regione Lombardia?
Anzitutto credo sia giusto rivolgere un particolare ringraziamento al Presidente Formigoni, all'Assessore Zambetti, all'Assessore Buscemi e a tutti i Dirigenti delle cinque Direzioni Regionali coinvolte, per l'importante ruolo esercitato, per il lavoro svolto e per la particolare attenzione e sensibilità nell'aver voluto affrontare, organicamente, un tema non semplice ma di sicuro interesse e particolarmente sentito dal sistema delle piccole imprese.
CNA Lombardia ha espresso, nell'occasione della firma, la propria soddisfazione per il risultato cui si è giunti, in ragione del fatto che con questo atto viene riconosciuta la necessità, su un tema "culturalmente ancora nuovo", di orientare il settore edilizio verso l'adozione di nuove prassi volte a concretizzare il concetto di "sostenibilità" nonché coniugare diverse competenze e responsabilità in una logica di collaborazione, certamente utile a tutto il sistema delle imprese.
D. Come nasce il "Protocollo d'intesa"?
L'aspetto dal quale siamo partiti è la consapevolezza che per governare e razionalizzare la domanda di energia, nonché la sua evoluzione, occorre orientare la ricerca, l'innovazione e la politica non solo verso l'offerta, ma anche e soprattutto verso il governo della domanda. Convinti che l'obiettivo del risparmio energetico lo si possa e lo si debba perseguire anche in ragione del diffondersi di una, seppure ancora timida, diversa cultura del costruire e dell'abitare, circa un anno fa abbiamo sottoposto all'attenzione del governo regionale alcune riflessioni che tendevano ad evidenziare come il tema dell'edilizia sostenibile potesse essere centrale per il raggiungimento di alcuni scopi, e di come questo "nuovo" settore e le migliaia di imprese che attorno al "progetto edilizio" gravitano, inevitabilmente necessitassero di politiche, anche legislative, coerenti e conseguenti.
D. Ma al riguardo, la Lombardia non è stata una delle prime Regioni ad emanare disposizioni materia di "efficienza energetica"?
Indubbiamente sì. La regolamentazione in materia di risparmio e certificazione energetica degli edifici risponde coerentemente al dettato legislativo ma crediamo - ed è questo il senso che abbiamo voluto affidare alla nostra proposta - di per sé non favorisce il diffondersi di una diversa cultura del costruire e dell'abitare. Abbiamo quindi sostenuto l'esigenza di cogliere l'opportunità di iniziare a diffondere e divulgare, "a monte del processo edilizio", soluzioni progettuali e costruttive moderne e tecnologicamente avanzate.
D. Il "numericamente" vasto mondo della piccola impresa del settore, è preparato a questa nuova sfida?
Ci siamo chiesti quindi al riguardo cosa potesse essere utile al sistema delle imprese lombarde (artigiane in primo luogo, quasi 100.000 nel settore delle costruzioni, più di 30.000 nel settore degli impianti, 4.000 nel settore dei serramenti) sottoposte, per la trasformazione del mercato, a inevitabili nuovi elementi di pressione competitiva declinati in termini di complessità, nuove professionalità e competenze richieste. Il tema di fondo che abbiamo posto al governo regionale è stato quindi quello di definire strumenti e politiche finalizzate ad orientare le imprese verso nuove frontiere del sapere.
D. Vale a dire?
Abbiamo considerato che rendere solida nel tempo una prassi verso l'approccio sostenibile, richiede un cambiamento culturale in tutti gli attori del processo edilizio, pensiamo ad esempio alla necessità di azioni mirate alla diffusione di principi e tecniche di progettazione bioclimatica presso tecnici progettisti e costruttori, all'adozione da parte della Pubblica Amministrazione di una legislazione che preveda il loro uso ed incentivo, a linee finanziarie in grado di sostenere gli investimenti che le piccole imprese dovranno affrontare dentro questo percorso.
D. Ambiti di intervento che richiedono quindi "sinergie" tra diverse e specifiche competenze e precise responsabilità politiche?
Esattamente, ed è proprio questo l'aspetto che caratterizza e definisce il Protocollo. Il fatto cioè che sia stata fortemente posta l'esigenza di una visione d'insieme, di una governance regionale che affianchi il bisogno di nuove strategie da parte di tutti gli operatori, con misure che rafforzino l'ambiente competitivo in cui essi stessi sono immersi, con una logica di interconnessione virtuosa fra sistema delle imprese e loro rappresentanze, sistema dell'innovazione, sistema delle istituzioni, sistema delle specializzazioni e dei saperi.
Il protocollo sottoscritto, pensiamo rappresenti quindi un importantissimo primo passo nella direzione auspicata in ragione anche dell'opportunità offerta a tutti gli attori che ruotano attorno ad un "processo edilizio", di condividere le azioni, le politiche, le strategie complessive regionali, attraverso l'istituzione del "Tavolo Regionale per l'edilizia sostenibile", e dei gruppi di lavoro che dovranno essere al più presto costituiti, per realizzare iniziative e per raggiungere gli obiettivi previsti nel piano d’azione.
Crediamo infine che il progetto possa contribuire ad una concezione nuova di fare sistema con una funzione innovativa e con impatti socialmente avanzati, anche in vista delle attività infrastrutturali che saranno connesse all’Expo 2015.
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